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Aumenta l’onere Imu per società di leasing e trustee: è l’effetto di alcune recenti sentenze della Corte di cassazione. Con la prima pronuncia (sentenza 13793/2019), la Suprema corte ha stabilito che in caso di risoluzione anticipata del contratto di leasing immobiliare, la soggettività passiva ai fini dell’Imu compete al locatore e non al locatario o conduttore, anche se la materiale riconsegna dell’immobile viene effettuata dopo la data della risoluzione del contratto stesso.LEGO Nex Knights Aaron’s Stone Destroyer 70358 NEW JAPAN

Sul punto si fronteggiavano due orientamenti, ciascuno dei quali poteva vantare molti precedenti di merito a proprio favore (si veda l’ampia rassegna in Il quotidiano del Fisco dell’11 luglio 2018).

Le posizioni a confronto

L’articolo 9, comma 1, ultimo periodo, del Dlgs 23/2011 prevede che «per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto».Play imaginative Trexi series 3 20EA Figures Il problema sorge nel periodo che passa tra l’inadempimento del conduttore e la materiale riacquisizione del bene da parte della società locatrice, intervallo che può durare anni – in particolare quando l’insolvenza del conduttore sfocia in una procedura concorsuale.

La tesi dei Comuni (nota Anci-Ifel del 4 novembre 2013) si basa sul disconoscimento della rilevanza della riconsegna “fisica” dell’immobile e sul diritto all’equo compenso per l’uso dell’immobile che spetterebbe (oltre al risarcimento del danno) alla società locatrice in base agli articoli 1591 e 1526 del Codice civile, considerato come elemento indicativo del mutamento della soggettività passiva rispetto al conduttore, che con l’inadempimento regredirebbe a mero detentore (da ultimo: Ctr Lombardia 4084/3/2018 e Ctp Como 79/2/2018). Di contro, per Assilea (circolare 32/2012) solo con la restituzione del bene il locatario ottiene un effetto liberatorio, dovendo sino a quel momento essere considerato un “detentore qualificato”, al quale andrebbero attribuiti tutti i benefici e gli oneri normalmente in capo al proprietario, sino a quando la riconsegna non determina la fine della “durata del contratto” (da ultimo: Ctr Lombardia 1774/24/2019 e Ctp Milano 989/23/2019).argentoo Grand Slam C8.5 argentoo Schemi 1983 Vintage Gi Joe LP

Come spesso accade, l’intervento del legislatore ha complicato la questione. Il comma 672 della legge di Stabilità 2014 (la 147/2013) ha regolato l’aspetto ai fini Tasi, prevedendo che «per durata del contratto di locazione finanziaria deve intendersi il periodo intercorrente dalla data della stipulazione alla data di riconsegna del bene al locatore, comprovata dal verbale di consegna», previsione che viene letta in modo differente dalle parti in causa (e dalle commissioni tributarie). Secondo la Suprema corte (almeno in questa prima pronuncia), il richiamo alla Tasi non è pertinente e il legislatore ha ritenuto rilevante – ai fini impositivi – non già la consegna del bene e quindi la detenzione materiale dello stesso, bensì l’esistenza (o meno) di un vincolo contrattuale che legittima la detenzione qualificata dell’utilizzatore.

Il caso dei trust

Nei trust, secondo la sentenza 16550/2019, il soggetto passivo dell’Ici (oggi Imu) dei beni conferiti in un trust traslativo va individuato nel trustee, il quale, avendo il possesso del bene alla cui amministrazione e gestione è tenuto, ha il dovere di assolvere agli oneri gravanti sulla proprietà.Sonokong Hello Carbot King Guys Transformer Robot

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Andare a debito è più facile. Le banche stanno aumentando l’offerta dei prestiti, anche per compensare il calo della domanda dei mutui. Il risultato è che i tassi crescono praticamente ovunque, ma sale anche la disponibilità a erogare. I prestiti sono oggi la carta delle banche per aumentare la redditività.

«Non stupisce che ci sia un aumento dell’offerta — dice Gianfranco Torriero, vicedirettore dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana —. Sono operazioni d’importo molto più limitato rispetto ai mutui, in genere sotto i 30 mila euro, con un ammontare di rischio più contenuto». Il fatto curioso è che la concorrenza sta aumentando, ma anziché scendere i costi salgono.

God OF WAR 4 Kratos 1 3 SCALA Statua Busto resina bianco modello Figura Decor 11 L’indagineNegli ultimi quattro mesi, dal 22 febbraio al 3 luglio scorso, il tasso annuo effettivo globale (Taeg) medio per un prestito di 5 mila euro da restituire in due anni è salito dal 9,06% al 9,4% . E quello per un finanziamento di 15 mila euro da rimborsare in sei anni è cresciuto dall’8,19% all’8,42%. Piccoli incrementi, certo. Ma sono un segnale, perché nel 2018 i tassi calavano.

I dati emergono dall’analisi dell’Economia del Corriere della Sera fra sette operatori tradizionali: i cinque principali istituti di credito (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Ubi e Bnl), le Poste e Findomestic. Secondo la simulazione, il prestito di 5 mila euro costa alla fine, in media, 523 euro senza assicurazione e 734 euro con la polizza collegata; mentre quello di 15 mila euro avrà un impatto sul cliente di quasi 4 mila euro (3.936) senza polizza e più di 5 mila (5.159) con l’assicurazione (che, ricordiamo, non è obbligatoria).

Hanno alzato i tassi tutti, chi sugli importi più bassi, chi sui più alti, chi su entrambi (Intesa, Unicredit, Bnl, Findomestic). C’è chi ha quasi raddoppiato i costi d’istruttoria (Unicredit), mentre continua a pesare molto proprio l’assicurazione, alla quale va prestata attenzione. Sottoscrivere la polizza collegata al prestito può costare da 121 euro (con Intesa) a 350 euro (con Findomestic) per il finanziamento da 5 mila euro e da 563 euro (sempre con Intesa) fino addirittura a 1.300-1.400 euro (Banco Bpm e Unicredit) per il prestito da 15 mila euro. Quanto al taeg, scende con l’aumentare dell’importo. Il consiglio è contrattare, perché diverse banche (come Banco Bpm e Unicredit) dicono che i tassi effettivamente applicati sono più bassi di quelli riportati sulla carta.

Nella nostra analisi i più convenienti sono Intesa sugli importi più alti (taeg 6,62%) e Findomestic su quelli più bassi (taeg 6,68%). Le Poste sono ormai allineate alle banche con un tasso annuo effettivo globale stabile da febbraio, ma sopra la media (10,19% per i 5 mila euro, 9,36% per i 15 mila).Max Factory Urusei Yatsura Lum Figma Action Figure

Non è un caso che proprio l’Intesa Sanpaolo guidata dall’amministratore delegato Carlo Messina (4,05 miliardi di utili 2018 contro i 7,3 del 2017, l’anno dell’acquisizione delle banche venete), in cerca di nuova redditività, sia quella che sui prestiti sta spingendo di più. «Puntiamo molto sui prestiti personali perché è quello che ci chiede il mercato — dice Cinzia Bruzzone, capo del Retail —. Nei primi cinque mesi di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2018, abbiamo erogato oltre 2,2 miliardi di euro di credito al consumo, un incremento del 10% . Siamo il primo operatore bancario in questo settore con il 15-16% del mercato. Ci distingue il taglio medio più alto della media, 15 mila euro dai 14 mila dell’anno scorso». Il 10% è un incremento superiore a quello del mercato. Secondo l’osservatorio mensile di Assofin, allo scorso maggio (primi cinque mesi 2019 sullo stesso periodo 2018) i soli prestiti personali sono aumentati del 6% (erogati 11,9 miliardi, importo medio 12.782 euro) contro un +5,7% del totale credito al consumo (erogati 27,9 miliardi di euro). Anche i prestiti finalizzati crescono, e parecchio: + 10%. Invece le carte a rate e a opzione si fermano al +3,4% e la cessione del quinto al +1,5%.

Attenzione alla trasparenza sui prestiti finalizzati, quelli che spesso si firmano in negozio. Altroconsumo ha condotto un «mistery shopping» il mese scorso in 200 punti vendita in dieci città. In otto casi su dieci non è stato consegnato il modulo europeo Secci sul costo dei prestiti. E in un caso su cinque non è stato detto il Taeg.Medicom Toy Kaname Madoka School Uniform Ver Rah

Le nuove stradeIn questo quadro si allarga il bacino dei clienti. Aumentano, per esempio, le richieste di un prestito per le vacanze: +30% nel gennaio-maggio scorso a questo scopo le domande sul portale Facile.it (importo medio 5.291 euro).

Mentre Banco Bpm (con Agos) e Bnl, che dichiarano un +2% dei prestiti nei primi cinque mesi, corrono ai ripari cercando pensionati e giovani. «L’11% dei nostri clienti ha un prestito personale— dice Paolo Renza, responsabile Sviluppo offerta omnicanale in Banco Bpm —. Stiamo puntando con decisione sull’offerta della cessione del quinto, in particolare della pensione, per ampliare la plateea dei clienti».

Bnl-Bnp Paribas ha invece lanciato il 3 luglio Futuriamo, per gli studenti universitari. Taeg ridotto al 3,5 per cento.

Alessandra Puato

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Jakks Dragon Ball Z Action Figure Fusion Saga Battle Damaged Mystic Gohan NIPPer chi ama guardare il bicchiere mezzo pieno, si festeggia una (piccola) promozione. Per i pessimisti, siamo fermi (molto) sotto la sufficienza. Quel 24esimo posto che l’Italia quest’anno guadagna all’interno dell’indice Desi appena pubblicato e che misura dal 2015 la digitalizzazione dei 28 Paesi europei (analizzando la connettività a banda larga, le competenze digitali, l’utilizzo di Internet, la digitalizzazione delle imprese, dei servizi pubblici e le spese in ricerca e sviluppo), è sì un passo avanti rispetto al 2018, quando eravamo 25esimi. Ma è anche vero che dietro di noi ci sono «solo» Polonia, Grecia, Bulgaria e Romania. E con un punteggio di 43,9 siamo ben lontani dalla Finlandia, prima a quota 70.

Eppure, qualcosa da festeggiare c’è sul serio. Guardando a due parametri fondamentali, connettività e servizi pubblici digitali, non siamo così indietro rispetto ai «giganti» digitali nordici che occupano le prime posizioni. «Oggi in Italia i servizi pubblici online e open data sono prontamente disponibili e la diffusione dei servizi medici digitali è ben consolidata», nota la relazione della Commissione europea. Che aggiunge: «La copertura a banda larga veloce e la diffusione del suo utilizzo sono in crescita, HERPA WINGS 1 500 Condor Boeing 757-300. D-ABOK. 526289.pur se quest’ultima rimane sotto la media». Insomma, almeno per quanto riguarda 5G e digitalizzazione della pubblica amministrazione siamo sul binario giusto.

È d’accordo Mariano Corso, professore di Leadership e Innovation alla School of Management del Politecnico di Milano e tra i fondatori degli Osservatori di innovazione digitale dell’ateneo: «Negli ultimi anni, soprattutto grazie al lavoro di Agenzia Digitale, dapprima con un piano triennale, ora alla seconda edizione, e del team per la trasformazione digitale, qualche miglioramento si è registrato, anche per merito di progetti infrastrutturali strategici che, seppure tra alti e bassi e con qualche divario tra Nord e Sud, cominciano a produrre risultati concreti». Ecco i numeri: l’Anagrafe nazionale oggi ha registrato 23 milioni di italiani: erano 14 a fine 2018; il sistema dei pagamenti elettronici pagoPa vede 17mila pubbliche amministrazioni attive (di cui però solo 3700 hanno ricevuto un pagamento) con 50 milioni di euro di transazioni effettuate; il sistema pubblico di identità digitale (Spid) ha erogato 4 milioni di identità digitali;TSUKUDA HOBBY Nadia 1 35 Tank Gratan Soft Vinyl Kit + 1 6 Nadia Soft Vinyl Kit sono già 120 milioni le fatture elettroniche emesse («Siamo stati tra i primi in Europa ad attivarla — dice Corso — e la spinta è arrivata proprio dalla Pa, per arrivare poi alle imprese»); il fascicolo sanitario elettronico è completamente operativo già in 14 regioni; gli open data pubblicati sul sito del governo sono oltre 25 mila: erano 22mila a fine 2018.

Progressi«Sono stati anni di fatica, ma utili per ingranare la marcia — ribadisce Corso —. Ora abbiamo una strategia e potenzialmente le risorse per metterla in atto, possiamo dire di aver cambiato passo e ci muoviamo verso uno scenario in cui il digitale trasformerà in modo irreversibile i processi, anche nel pubblico».

Quello che ancora deve avvenire, suggerisce Corso, perché il passaggio si completi, è un però un cambio culturale nei confronti del pubblico. «Bisogna iniziare dalle competenze: per digitalizzare l’amministrazione pubblica non bastano certo gli 85 euro che oggi spendiamo per cittadino, nè tantomeno di quel solo giorno di formazione all’anno che viene erogato, a fronte dei sei, sette in Francia e Regno Unito — spiega il docente —. Il pubblico è la spina dorsale di un Paese: dove funziona riesce a trainare tutti i settori. Al contrario, un’amministrazione obsoleta ha come risultato cittadini e imprese poco digitali. Sembra scontato, ma forse è necessario ribadire che non investire sul digitale significa far rallentare il Paese». Il Desi dà in parte ragione del ritardo accumulato dall’Italia, dove ancora oggi tre persone su dieci non utilizzano Internet abitualmente e più della metà della popolazione non ha competenze digitali di base. Una carenza che influenza anche l’offerta digitale delle imprese.Hasbro Transformers Dinobots Robot Soft Vinyl Doll

Ma oltre a competenze e strumenti rinnovati, secondo Corso serve ribaltare il punto di vista. «È un tema di considerazione — spiega —: si deve abbandonare il pregiudizio secondo il quale la pubblica amministrazione è un calderone di corruzione endemica da combattere a suon di leggi, oppure la “casa” di dipendenti fannulloni. Anche perché questa macchina non è più quella che conoscevamo». Dopo anni di blocco del turnover, dicono i dati, il gigante si è molto ridimensionato: oggi nel pubblico lavorano 3,2 milioni di addetti, 13 lavoratori su cento, sette in meno rispetto alla Francia. «L’età media, poi, è molto avanzata — prosegue Corso —: oltre 500mila dipendenti hanno più di 62 anni e nel corso del 2019 andranno in pensione. Bisognerà sostituirli: ma con chi? Servono giovani formati e con competenze digitali, ma anche se avessimo tutte le figure necessarie, come si potrebbero attrarre nel pubblico, un settore che ancora sconta un forte deprezzamento sociale, figlio anche di politiche scellerate come anni e anni di clientelismo?».

Il cammino è dunque tracciato, ma l’impegno, da qui e per i prossimi anni, dovrà essere costante. «Attrarre e trattenere personale qualificato è una delle priorità — conclude il docente —. Una spinta potrebbe arrivare dalla managerializzazione del settore e da una nuova governance della sua trasformazione digitale: due azioni che aiuterebbero a non doversi più confrontare con emergenze come quella, salita di recente agli onori della cronaca, dei medici “mancanti”. Per non essere più costretti a dover leggere che in Molise arriva l’esercito per coprire i buchi della sanità che non abbiamo saputo prevedere e colmare».

Francesca Gambarini